Data di uscita: 27 agosto 2026
Una storia di calcio, amicizia e senso di colpa.
Ma soprattutto una storia sulla vita, che non finisce al
triplice fischio.
Roma, fine anni Settanta.
Lenza, Lince, Carota e Sbarra crescono tra campetti, scuole,
domeniche allo stadio e bugie dette a metà. All’inizio cercano solo un nome, un
posto, qualcosa a cui appartenere.
Poi arrivano la curva, le trasferte, il potere, la violenza.
Mentre la Prometeo sale, categoria dopo categoria, loro
perdono lentamente il confine tra gioco e responsabilità, tra amicizia e
dominio, tra appartenenza e colpa.
PROMETEO è un romanzo di formazione sulla passione, sui
legami e su ciò che resta quando il triplice fischio è già arrivato.
Una storia per chi ha conosciuto il bisogno di appartenere, il peso delle scelte non fatte e il rumore lontano di una partita che non finisce mai davvero.
Benvenuti sul blog, cari lettori!
Oggi voglio parlarvi di un romanzo che ha saputo sorprendermi: “Prometeo”, edito in self-publishing.
Partendo dal titolo e dalla trama, pensavo di trovarmi davanti a una storia che ruotava attorno al calcio giocato. Da grande appassionata, cresciuta in una famiglia dove il calcio è sempre stato presente, ero pronta a vivere emozioni da bordo campo. Invece l’autore, Simone Pellegrini, mi ha portata in una realtà diversa, quella delle curve e dei tifosi, fatta di passione, amicizia, viaggi e legami che spesso diventano parte della propria vita.
Attraverso la storia di un gruppo di giovani amici, Lenza, Lince, Carota e Sbarra, l'autore costruisce un racconto che parla soprattutto di appartenenza: quel bisogno, così forte durante l'adolescenza, di sentirsi riconosciuti, accettati, parte di qualcosa che dia significato alle proprie giornate. Sullo sfondo c'è una città in fermento, Roma, una gioventù che sogna, sbaglia, si entusiasma e si scontra con una realtà che, lentamente, presenta il conto delle proprie scelte.
Ho trovato affascinante anche l'immersione nel mondo del tifo, non quello raccontato attraverso stereotipi o eccessi, ma quello fatto di viaggi, amicizie nate lungo il percorso, bandiere che colorano gli spalti, voci che si uniscono in un unico canto e sacrifici affrontati semplicemente per sostenere una passione. Un ambiente che emerge come autentico, viscerale e capace di creare un forte senso di comunità.
“Prometeo” non si limita a raccontare l'entusiasmo della giovinezza. Tra le
sue pagine si percepisce costantemente una riflessione più profonda sulle
conseguenze delle proprie azioni. Ci ricorda che esistono decisioni che
cambiano il corso degli eventi e silenzi che possono pesare quanto le parole. È
una narrazione che invita a guardarsi dentro, a interrogarsi sul valore della
responsabilità e sul peso che alcuni ricordi continuano ad avere anche dopo
molti anni.
«I ricordi non chiedono di essere
salvati.
Chiedono solo di essere guardati per
quello che sono.
Senza nostalgia.
Senza alibi.
E quando smetti di usarli come una
difesa, restano lì.
Nudi.
A ricordarti che il tempo trascorso
non basta a giustificare le scelte sbagliate del passato.»
La scrittura è coinvolgente e riesce a trasmettere emozioni sincere, alternando momenti di entusiasmo ad altri più malinconici e riflessivi. Ho sentito spesso la nostalgia di un tempo in cui tutto sembrava possibile e in cui gli amici rappresentano l'intero universo. A rendere il libro ancora più speciale è anche la sua bellissima grafica: la copertina è molto curata e le illustrazioni all'interno arricchiscono la lettura, facendo risaltare ancora di più il messaggio e le emozioni della storia.
È stata una lettura che mi ha fatto uscire dalle aspettative con cui avevo aperto il libro e che mi ha regalato uno sguardo nuovo su una realtà che conoscevo soltanto in parte. Una scoperta piacevole, intensa e ricca di emozioni.
Consiglio questo romanzo a chi ama le storie di amicizia autentica, a chi è appassionato di sporte anche a chi cerca un racconto di formazione capace di andare oltre.
Buona lettura!





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