Parole nel salottino: Gin tonic girls di Camilla Tassin

 



Data di uscita: 19 giugno 26


Tre amiche. Una chat WhatsApp. E una quantità disastrosa di decisioni sentimentali.
Viola, Carolina e Daniela vivono a Milano cercando di sopravvivere tra lavori stressanti, appuntamenti improbabili e aspettative che sembrano sempre troppo alte. A salvarle ogni giorno c’è soltanto una certezza: la loro chat privata, “Gin Tonic Girls”, il posto sicuro dove ridere, sfogarsi e rimettere insieme i pezzi.
Ma quando nella loro vita entrano Leonardo, Antonello e Alessandro, gli equilibri iniziano a saltare. I sentimenti diventano complicati, le paure riemergono e anche le amicizie più solide vengono messe alla prova.
E mentre Stefania – vedova elegante dall’umorismo tagliente – osserva tutti con lucidità disarmante, le Gin Tonic Girls capiranno che crescere non significa avere tutto sotto controllo. Significa trovare qualcuno che resti anche quando il caos prende il sopravvento.
Gin Tonic Girls è un romanzo brillante, romantico e irresistibilmente contemporaneo che racconta il lato più autentico dell’amicizia femminile, tra ironia, vulnerabilità e seconde possibilità.

Cercavo una piacevole compagnia in questo caldo torrido e un libro che ha tutte le sembianze di un gin tonic ghiacciato non poteva che essere la scelta migliore.
La lettura si è rivelata scorrevole e travolgente, con pagine che si sfogliano in fretta per captare quale sarà il motore capace di dare una svolta alla trama.

Si parte da una celebrazione dell'amicizia guidata da un narratore esterno, il quale pone l'attenzione, di volta in volta, sulla vita delle tre ragazze in modo fluido e coinvolgente.
Sembra di fare quattro chiacchiere tra amiche, in un perfetto equilibrio di umorismo e leggerezza, come se ci trovassimo a vivere quelle scene descritte con cura, tra odori e sapori familiari.

Gli intrecci emergono col contagocce e arrivati a metà ci si comincia persino a chiedere se il racconto abbia davvero un fine particolare. Poi, all'improvviso, un punto di svolta folle, al limite del credibile, mette in discussione tutto ciò che si è letto fino a quel momento. I fili che legavano le protagoniste alle loro controparti erano fin troppo lineari e perfetti, quasi da sogno. Questo stacco improvviso fa barcollare la verosimiglianza, ma diventa il movente ideale per spingere a chiedersi cosa ci sia di realmente impeccabile e cosa sia moralmente giusto sia nel romanzo che nella vita vera.

Ho apprezzato molto la nota finale dell'autrice che chiarisce le sue motivazioni raccontando una lotta silente e continua, celebrata in maniera ironica e calzante.


«Se c'è una cosa che la pioggia mi ha insegnato, è che non possiamo mai fermarci davanti a ciò che non possiamo controllare. Perché, dopotutto, è solo acqua.»

È un libro in cui sicuramente si brinda, dove un cocktail si trasforma in una piccola filosofia di vita, rendendo chi legge parte integrante della quotidianità dei personaggi tanto che dopo l'ultima pagina si comincia già a sentirne la mancanza. Uno stile impeccabile che merita.

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