DATA DI USCITA: 27 AGOSTO 2025
Non credeva che l’avrebbe mai più rivista. E invece Willow è lì, alla sua partita, seduta accanto a un altro uomo… e con un segreto capace di cambiargli la vita per sempre.
Per anni, la carriera nell’hockey è stata l’unica vera priorità di lui. Partite, allenamenti, vittorie: tutto aveva un senso finché una notte con Willow non gli ha fatto intravedere qualcosa di diverso. Qualcosa di intenso, travolgente, impossibile da dimenticare.
Poi lei è sparita, lasciandogli addosso il ricordo di ciò che avrebbero potuto essere. Quando il destino li rimette sulla stessa strada, lui scopre che Willow non si è limitata ad andarsene: ha custodito un segreto enorme, uno segnato da due lineette rosa e da una bambina che potrebbe riscrivere il suo futuro.
Willow, però, non è disposta a consegnargli il cuore tanto facilmente. Ha costruito muri solidi per proteggersi, per proteggere sua figlia e per non soffrire di nuovo. Ma lui è deciso a fare la cosa giusta: non solo essere presente, non solo conquistare la fiducia di Willow, ma dimostrarle che il playboy che conosceva può diventare l’uomo pronto a sceglierla ogni giorno. Per sempre.

Ogni tanto mi capita di iniziare un hockey romance aspettandomi una storia piena di drammi, litigi e tira e molla continui, per poi ritrovarmi davanti a qualcosa di molto più semplice. Non semplice in senso negativo, ma nel modo in cui vengono raccontate le relazioni: senza forzare i conflitti e senza rincorrere il colpo di scena a ogni capitolo.
In Eterno Playboy parte tutto da un malinteso. Willow si presenta a una partita con una bambina di cinque mesi e Brett scopre, nel peggiore dei modi, di essere diventato padre senza averlo mai saputo. Da quel momento la domanda non è tanto se finiranno insieme, quanto se riusciranno a fidarsi l'uno dell'altra abbastanza da costruire qualcosa.
La cosa che mi ha conquistata più di tutte è stata Brett. All'inizio viene descritto come il classico playboy, quello da cui ti aspetti superficialità e poca voglia di assumersi responsabilità. Invece basta pochissimo perché quell'immagine crolli. Quando scopre la verità non perde tempo a recriminare su quello che gli è stato tolto e non cerca nemmeno qualcuno da incolpare. Decide semplicemente di esserci. è questo che mi è rimasto più impresso.
Non sono le grandi dichiarazioni a farmelo apprezzare, ma il modo in cui entra, piano piano, nella vita di Maylee. Le scene tra loro sono probabilmente le mie preferite perché hanno una spontaneità che raramente trovo nei romance con il trope del surprise baby. Sembrano momenti normali, quasi banali, e forse è per questo motivo che funzionano così bene.
Con Willow, invece, il discorso cambia un po'. Ho capito le sue paure e non avrei voluto una protagonista che dimenticasse tutto dall'oggi al domani. Sarebbe stato poco credibile. Però ci sono diversi momenti in cui ho avuto la sensazione che la storia girasse leggermente in tondo. Alcuni dubbi vengono affrontati più volte e questo rende la parte centrale un po' meno scorrevole rispetto all'inizio e al finale. Non è qualcosa che mi ha fatto perdere interesse, ma ogni tanto avrei voluto vedere il loro rapporto fare un passo avanti invece di fermarsi ancora.
Quello che, secondo me, rende questo libro diverso da tanti altri hockey romance è il fatto che l'hockey, alla fine, resta quasi sullo sfondo. Il vero centro della storia è una famiglia che nasce lentamente. Senza gesti eclatanti. Senza drammi costruiti apposta per emozionare il lettore. Solo attraverso il tempo, la presenza e tante piccole scelte quotidiane.
Anche l'ambientazione contribuisce al racconto della storia . Da una parte c'è il mondo dell'hockey professionistico, dall'altra la tranquillità della fattoria di Willow. Due realtà completamente diverse che finiscono per completarsi e accompagnano bene tutta l'evoluzione dei protagonisti.




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