Al Saint Augustine College la perfezione è una religione e Mia Turner ne porta il simbolo appuntato sul bavero. Per il suo ultimo anno ha un piano infallibile: studiare, eccellere ed evitare gli specchi. Fino a quando nei corridoi dell'università non compare lui: Ronan Kane, ex chef stellato caduto in disgrazia, arrogante e magnetico. Ronan è il fratello della sua migliore amica e, all'improvviso, anche il nuovo e inflessibile docente ospite del semestre. E quando lui la trascina tra i fumi e il calore della cucina, in una logorante guerra di volontà, lei si sente spacciata. Ronan è un maestro del controllo che sa come farle assaporare ogni singola debolezza, costringendola a spogliarsi delle proprie insicurezza un ordine alla volta. Ma cedere alla tentazione significa servire su un piatto d'argento la rovina di entrambi: Mia rischia di mandare in fumo la sua intera carriera accademica, Ronan la sua unica e ultima occasione di redenzione. C'è solo un problema quando si gioca con il fuoco in uno spazio così stretto: qualcuno è destinato a bruciare.
Benvenuti lettori!
Oggi vi porto all'interno delle suggestive atmosfere del Saint Augustine College per parlarvi di "Crave", secondo volume della serie Sins of Saint Augustine di Devi L. Fitzgerald, pubblicato da Words Edizioni.
Se c'è una cosa che questa serie sta riuscendo a fare è sorprendermi con ogni nuovo capitolo. L'idea di costruire ogni romanzo attorno a uno dei sette peccati capitali non è solo un espediente narrativo: diventa un modo per raccontare le debolezze, i desideri e i conflitti che fanno parte della natura umana.
Sono temi che, pur estremizzati dalla storia, risultano incredibilmente vicini alla realtà e rendono i personaggi autentici, con le loro imperfezioni e le loro battaglie interiori.
In questo secondo volume il peccato protagonista è la gola, ma non viene interpretato nel suo significato più immediato. Diventa piuttosto il simbolo di una fame insaziabile: di emozioni, di libertà, di amore, di qualcosa che possa colmare i vuoti che ciascuno si porta dentro. È proprio questo il motivo per cui ho trovato questo libro così coinvolgente: affronta il desiderio in tutte le sue forme, senza mai renderlo banale.
L'ambientazione continua a essere uno degli elementi che preferisco della serie. Le aule del Saint Augustine College, le sue rigide regole e quell'atmosfera elegante ma opprimente fanno da sfondo perfetto a una storia dove ogni scelta ha un prezzo.
Mia e Ronan danno vita a un amore proibito e intenso, fatto di sguardi, tensione e autocontrollo. Il loro legame nasce in un contesto in cui tutto sembra remare contro di loro: lui è il nuovo docente ospite, oltre a essere il fratello della migliore amica di Mia. Ogni momento condiviso diventa un equilibrio precario tra ciò che vorrebbero e ciò che dovrebbero fare.
"Era quella la parte più spaventosa: la certezza che, fin dal primo momento in cui i suoi occhi mi avevano agganciata, io avevo sperato di essere divorata."
Ho apprezzato anche il modo in cui l'autrice dedica spazio alla crescita dei protagonisti, mostrando le loro fragilità senza idealizzarle. Sono le loro imperfezioni a rendere la storia credibile e coinvolgente.
"Crave" riconferma tutto ciò che mi sta facendo amare questa serie: non racconta semplicemente storie d'amore proibite, ma usa i sette peccati capitali per esplorare l'esperienza umana. È una lettura che intrattiene, ma allo stesso tempo invita a riflettere su quanto i nostri desideri possano guidare, e talvolta complicare, le nostre vite.
Sono davvero curiosa di scoprire come proseguirà questa serie, perché ogni volume riesce ad affrontare un peccato capitale da una prospettiva diversa, mettendo al centro emozioni e difficoltà in cui è facile riconoscersi. Se amate il dark academia, le storie ricche di tensione e i forbidden romance costruiti con intensità, "Crave" è una lettura che merita sicuramente un posto nella vostra libreria.
Buona lettura!





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