Data di uscita: 15 maggio 2026
Dove si trova davvero casa, quando il cuore è diviso tra
passato e futuro?
Aaron ha diciotto anni e un solo obiettivo: lasciare Londra
per l’Australia e realizzare il sogno della sorella scomparsa. Ma la notte
prima della partenza viene arrestato per possesso di erba e condannato ai
servizi sociali. Il suo compito? Riportare in vita i giardini di un centro per
anziani abbandonato. Proprio nella città da cui voleva fuggire.
Al centro incontra un gruppo di outsider come lui. E poi c’è
Landon: scontroso, impulsivo, con la fama del piantagrane. Più Aaron trascorre
tempo con lui, più scopre che dietro quella corazza si nasconde un’anima
ferita, sorprendentemente simile alla sua.
Tra notti insonni, confessioni sottovoce e silenzi che parlano più di mille parole, nasce qualcosa di fragile e potente. Per la prima volta Aaron si sente attratto da qualcuno e inizia ad abbracciare la propria demisessualità. Ma quando il passato di Landon riemerge, Aaron dovrà scegliere: inseguire un sogno lontano o restare dove il suo cuore ha finalmente trovato la sua Neverland?
Benvenuti readers!
Oggi vi parlo di “We May Be Fractured” di Jessica Lascar, pubblicato da Triskell Edizioni. Era una lettura che mi incuriosiva tantissimo per le tematiche trattate e per le vibes molto emotive e introspettive che prometteva. Purtroppo questa volta non è scattata quella connessione che speravo.
Ci sono libri che sulla carta hanno tutto per conquistarmi: argomenti profondi, personaggi fragili, introspezione emotiva, relazioni costruite lentamente. “We May Be Fractured” rientrava perfettamente in questa categoria, però, c'è stato qualcosa che non ha funzionato.
La trama è interessante e affronta i temi con delicatezza. Ho apprezzato molto la rappresentazione della demisessualità, trattata in modo autentico e rispettoso, senza forzature.
Il problema principale, per me, è stato proprio il coinvolgimento emotivo. Leggevo, comprendevo quello che il libro voleva trasmettere, ma non riuscivo a sentirlo davvero. Le emozioni che avrebbero dovuto travolgermi mi sono arrivate in modo molto attenuato. Non sono riuscita a creare una connessione forte con i personaggi e questo ha reso la lettura piuttosto piatta.
Una storia toccante, un mix di dolore e conforto, che vede protagonisti due
giovani uomini alle prese con la lotta per sopravvivere dopo un passato
traumatico. Entrambi cercano di affrontare le difficoltà in modi molto diversi
e con scarso successo, ma il fatto di riuscire a vedere l'altro quando nessun
ci riesce è davvero commovente. Gran parte del racconto è narrato dal
punto di vista di Aaron, una scelta che si rivela efficace. Gli altri
personaggi formano un buon gruppo e una potenziale famiglia acquisita.
“Ci sono giorni in cui va tutto di merda.
O forse è da una vita intera che va avanti così.
Sembra quasi che il mondo ce l’abbia a morte con noi.
Che magari tutte le sfighe capitate non siano altro che il risultato del karma
per aver fatto qualcosa di sbagliato.
Beh… lasciate che ve lo dica: al mondo non frega un
cazzo di noi.”
In definitiva, se amate i queer romance young adult lenti, malinconici e molto introspettivi, potrebbe comunque essere una lettura adatta a voi. Io purtroppo sono rimasta spettatrice della storia, senza mai sentirmi davvero partecipe.
Buona
lettura!





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