Ispirato dal romanzo bestseller di Felicia Kingsley.
A Belvedere, un pittoresco borgo toscano dove l'amore è l'unica moneta che conta, Elisa, una madre single fieramente indipendente, deve scegliere tra la vita che si è costruita da sola e Michele, l'uomo che potrebbe risvegliare tutto ciò che ha cercato di dimenticare.Avevamo davvero bisogno dell’ennesima commedia romantica?
Noi, fedeli seguaci di zia Felicia, assolutamente sì.
Orgogliosi di questo nuovo traguardo raggiunto dall’autrice, non potevamo che aspettare con grande curiosità questa trasposizione cinematografica.
Fin dall’inizio era chiaro che il film avrebbe preso soltanto ispirazione dal romanzo e che, per esigenze narrative, alcune parti sarebbero state modificate, eppure questo non ha tradito il ricordo che avevamo di Elisa e Michele: l'adattamento cinematografico (disponibile su Prime Video) ha semplicemente lasciato spazio a qualcosa di nuovo, diverso, ma comunque piacevole.
Il cast risulta convincente, soprattutto l’interprete di Elisa, Matilde Gioli, perfettamente in parte. E poi il ballo di Michele, Cristiano Caccamo… Impossibile non citarlo.
A rubare la scena, però, è soprattutto il borgo toscano: Belvedere appare quasi come un personaggio vivo, capace di accogliere e accompagnare i protagonisti con le sue voci di quartiere, le immense distese verdi e gli scorci da cartolina.
Alcune delle scelte fatte sui personaggi secondari e sul copione convincono meno. Linda, ad esempio, nel romanzo rappresentava un elemento fondamentale, mentre qui viene completamente reinventata. Anche l’ironia tipica della scrittura di Felicia Kingsley è presente, ma forse avremmo gradito una dose leggermente maggiore di quella leggerezza brillante che caratterizza il libro.
Il risultato finale è quindi diverso dall’opera originale, ma non per questo meno valido. Più che chiedersi se sia meglio il film o il libro, viene spontaneo domandarsi quale dei due andrebbe vissuto per primo.
E poi c’è quell’easter egg nelle prime scene che, personalmente, ha conquistato tutto.
L’augurio più grande è uno solo: vedere presto adattate sullo schermo anche altre storie a cui siamo tanto affezionati.




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