Ha sempre detto sì a tutto. Tranne forse all’amore… quello vero.
Dire “sì” è il mio talento nascosto. Sì alle follie. Sì ai viaggi improvvisi. Sì persino a un matrimonio di convenienza con Luca Rossi: arrogante, sexy da morire e nuovo CEO della Rossi Motors con un disperato bisogno di ripulirsi l’immagine.
L’accordo è semplice: io divento sua moglie per due anni, lui salva la faccia davanti alla stampa e mia madre smette di organizzarmi appuntamenti disastrosi. Nessun sentimento. Nessun coinvolgimento. Solo finzione ben orchestrata.
Peccato che condividere un tetto con un motociclista sboccato dal fascino letale renda tutto… terribilmente reale. Tra battibecchi, attrazione fuori controllo e notti che non dovevano succedere, il confine tra finzione e verità diventa sempre più sottile.
Perché quando sono con Luca, l’unica risposta che riesco a dare è sempre la stessa: sì.
Devo essere sincera: io questo libro l’ho iniziato con aspettative abbastanza “normali”.
Mi piacciono tantissimo i marriage of convenience,però pensavo che sarebbe stato uno di quei romance carini, scorrevoli, un po’ spicy e basta. E invece mi ha presa più di quanto mi aspettassi.La storia, in sé, è semplice: Saoirse e Luca si incontrano, c’è subito attrazione, ma le loro vite sono in due momenti completamente diversi.
Lui si ritrova a dover gestire l’azienda di famiglia col bisogno di sistemare la propria immagine; lei è una che vive molto alla giornata, senza voler davvero mettere radici.
Da lì nasce il matrimonio di convenienza: in due anni, tutto definito, nessun coinvolgimento reale. Sulla carta funziona, nella realtà… Ovviamente no.Quello che mi è piaciuto è che il libro non gioca tanto sul “succede qualcosa di assurdo”, piuttosto su come cambia il loro rapporto mentre continuano a stare insieme.
Non è una storia piena di colpi di scena, più qualcosa che cresce piano, quasi senza che te ne accorgi.Saoirse è stata una delle cose che ho amato di più. All’inizio sembra la classica protagonista solare, un po’ caotica, sempre pronta a dire di si. Andando avanti, capisci che quel “dire sì” non è solo leggerezza, ma un modo per non affrontare certe cose, per non scegliere davvero, per non rischiare di restare delusa. È molto sottile e per me scritta bene, perché non viene mai spiegata troppo: la intuisci da come lei si comporta. E poi cresce. Inizia, piano piano, a rendersi conto che non può continuare a vivere sempre in funzione degli altri e questa è probabilmente la parte più bella del suo percorso.Con Luca, invece, è stato più difficile per me comprenderlo all’inizio. Non è il classico personaggio che ami subito. È controllato, un po’ distante, a tratti anche frustrante. Però più vai avanti e più inizi a vederlo davvero. C’è tutta la pressione del lavoro, della famiglia, delle aspettative e lui cerca di tenere tutto insieme come meglio può. Non sempre nel modo giusto, e questa cosa credo che lo renda più realistico.La loro relazione regge tutto il libro. Non è perfetta, non è sempre lineare, è credibile. Non è basata su mille incomprensioni inutili, ma su paure vere. Loro si capiscono, parlano anche abbastanza apertamente; però, quando si tratta di fare quel passo in più, a livello emotivo, si bloccano. E quello è il vero conflitto.Un’altra cosa che ho apprezzato tanto è come il matrimonio, da finzione diventi pian piano qualcosa di quotidiano: le abitudini, il vivere insieme, il cercarsi senza pensarci… A un certo punto non è più un accordo, anche se loro continuano a fingere che lo sia perché è più facile così.La chimica tra loro funziona, si sente, e non è solo fisica. C’è proprio una costruzione emotiva dietro che a mio parere è quello che fa davvero la differenza rispetto ad altri libri simili.Quello che, invece, mi è mancato un po’ è il contesto intorno.
Ci sono delle storyline secondarie, soprattutto legate alla famiglia di Luca, che sono interessanti e che avrei preferito fossero state sviluppate di più. A volte avevo la sensazione che tutto fosse molto concentrato sui protagonisti e che il resto restasse troppo sullo sfondo. Tuttavia capisco anche la scelta, perché il focus del libro è chiaramente la relazione.La scrittura è molto fluida, non particolarmente ricercata, che funziona benissimo con il tipo di trama che racconta, facendo scorre la lettura senza fatica, senza momenti in cui ti blocchi o perdi interesse. In generale,mi ha lasciato qualcosa per il modo in cui racconta il passaggio dal "controllato” al "reale".Alla fine, il punto non è innamorarsi (quello succede), ma decidere cosa fare quando non puoi più far finta di niente.





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