Data di uscita: 19 marzo 2026
Sophie Richard voleva solo essere normale. Ma il sangue non mente, e il suo è una rarità che la rende il trofeo definitivo per César, affascinante e cinico capobranco a cui è stata promessa. Lui la vuole al suo fianco, ed è disposto a piegare intere fazioni pur di rivendicarla. L’unica via di fuga per Sophie è l’impensabile: scendere nell’arena della Giostra del Plenilunio e diventare dominante. Ma la Giostra non è fatta solo di nemici spietati e alleati ambigui come l’arrogante Jean.
Tra i combattenti pronti a tutto e nuovi nemici
all’orizzonte, dal passato di Sophie emerge lo spettro di Cédric, il ragazzo
che amava. Ma qualcosa in lui si è irrimediabilmente spezzato e la sua mente
sta cedendo all’istinto primordiale di un involuto. E sull’arena, Cédric è una
mina vagante, una bestia priva di umanità che potrebbe non riconoscere la
ragazza per cui un tempo avrebbe dato la vita.
Bentrovati cari lettori!
Aspettavo
con ansia questo libro e devo dire che l’attesa è stata ripagata in modo
davvero eccellente.
Non appena ho chiuso l'ultima pagina di “Wolf Lineage: La Giostra del Plenilunio”, il secondo attesissimo capitolo della saga di Krisha Skies edita da Words Edizioni, mi sono ritrovata immersa nelle atmosfere cupe e vibranti di Forteresse essendo questa storia non solo un seguito ma una vera e propria esplosione di emozioni che conferma il talento dell'autrice nel saper tessere trame dove il sovrannaturale incontra la fragilità umana.
Sophie, la nostra protagonista, compie un’evoluzione straordinaria: se nel primo volume l'avevamo lasciata alle prese con la scoperta della sua natura, qui la vediamo scendere nell'arena, letteralmente e metaforicamente, per rivendicare il proprio posto in un mondo governato da gerarchie feroci e da leggi arcaiche. L'analisi dei personaggi è senza dubbio il punto di forza del romanzo, poiché Krisha Skies non si limita a descrivere dei mutaforma, anzi scava nelle loro psiche, regalandoci, per esempio, un Cédric la cui mente vacilla tra l'umanità perduta e l'istinto dell'involuto, e un Jean che, con il suo carisma ambiguo e arrogante, incarna perfettamente il trope dell'enemies to lovers che tanto amiamo, rendendo ogni interazione elettrica e mai scontata.
«“Ti amo, Sophie. Come non ho mai amato né mai amerò nessun’altra.”
“Anch’io ti amo” risposi, cercando di non cedere alla
commozione: glielo avevo ripetuto innumerevoli volte da quando c’eravamo
ritrovati in quel rifugio di montagna, ma sembrava non bastare mai. Alla fin
fine, restavo sempre un inguaribile sentimentale.»
Lo stile dell'autrice è maturato mostrandosi fluido, incalzante e capace di alternare momenti di pura adrenalina durante i combattimenti della Giostra a passaggi introspettivi di grande delicatezza, dove il dolore del tradimento e la forza del primo amore si mescolano in un mix che toglie il fiato. Ciò che mi ha colpita di più è stata la capacità di rendere tangibile il senso di oppressione del branco, una rete di bugie che Sophie deve squarciare per proteggere non solo se stessa, ma anche quel legame indissolubile con il passato che sembra ormai irrimediabilmente spezzato. In questo contesto di costante tensione, dove il pericolo si nasconde dietro ogni ombra della foresta del Québec, le emozioni emergono prepotenti, trascinando il lettore in un vortice di rabbia, passione e speranza.
Consiglio vivamente questa lettura a chi cerca un fantasy moderno con una forte componente romantica, a chi ha voglia di perdersi in una storia di crescita e ribellione scritta con il cuore e con cura per i dettagli.
Buona lettura!





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