La storia di due ragazzi che si vogliono amare liberamente, ma il mondo che li circonda non è d'accordo.
Gioele è un giovane insegnante di scuola dell'infanzia che lavora in una struttura paritaria di stampo cattolico. All'inizio del nuovo anno scolastico, come nuovo collega per la sua sezione, arriva Lorenzo, suo coetaneo, di cui intuisce l'omosessualità.
L'inizio fra loro due è faticoso perché Gioele teme che, se verrà scoperto il suo orientamento, anche il proprio verrà a galla, una cosa questa che lo terrorizza visto che non è dichiarato e neanche ha intenzione di farlo dopo gli atti di bullismo che ha subìto alle scuole medie.
Con il tempo si avvicinano e Lorenzo riesce a convincerlo a uscire insieme un paio di volte come amici, finché una mattina presto, mentre sono soli a scuola, Gioele lo bacia. Complice le vacanze scolastiche, Gioele e Lorenzo non si vedono per quasi un mese. Al rientro, tra loro scoppia una passione travolgente che dovrà essere nascosta al mondo intero. Ma le cose non vanno bene e la paura, i pregiudizi, i pettegolezzi, rovineranno di nuovo il loro riavvicinamento.
Riusciranno a trovare la loro felicità in quel mondo che condiziona la loro vita?
Oggi vi parlo di "Fuori" di Annalisa Manotti, pubblicato da PeonyTM Publishing: un libro che ho letto con curiosità ma che, purtroppo, non è riuscito a coinvolgermi come speravo.
Fin dalle prime pagine mi aspettavo una storia capace di emozionare e trascinare, soprattutto per le dinamiche relazionali e i temi che sembravano promettere profondità; tuttavia, andando avanti nella lettura, ho avuto la sensazione che il cuore del racconto venisse progressivamente offuscato da un sottotesto insistente e, a mio avviso, poco armonioso con la narrazione principale.
Ciò che non mi ha catturato è stato proprio il modo in cui, tra le righe della storia d’amore, si percepiscono continue frecciatine rivolte alla Chiesa («e la chiesa non è favorevole alle coppie come la vostra»). Questo elemento, anziché arricchire il racconto e offrire uno spunto di riflessione equilibrato, ha finito per appesantire il libro e trasformarlo quasi in una polemica velata che distoglie l’attenzione dai personaggi e dalle loro emozioni.
È come se la narrazione sentimentale venisse utilizzata come veicolo per un messaggio che prende troppo spazio, perdendo così naturalezza e autenticità. Anche perché recentemente il Papa ha dichiarato: «“Non siamo d’accordo con la benedizione formalizzata, ma tutti sono accolti, tutti sono invitati a seguire Gesù”.» (IlGiornale.it)
Nonostante queste criticità, c’è stato un aspetto che ho
apprezzato davvero molto e che merita di essere sottolineato: il tema dell’amicizia.
«Con una certa vergogna mi rendo conto che per la prima volta devo
proteggere la vita privata dei miei amici tutto per conto mio, non c’è Samu a
cui chiedere questa volta e, accidenti, l’ultima cosa che voglio è deludere
Pietro dopo che ha passato la vita a guardarmi le spalle».
I rapporti tra Lorenzo e Tommaso, così come quello tra Gioele, Samuele e Pietro, sono raccontati con una sincerità rara. Si tratta di legami autentici, costruiti su fiducia, presenza e complicità, che restituiscono al lettore un’immagine di amicizia vera, di quelle che oggi si vedono sempre meno. In queste relazioni ho trovato una profondità emotiva che, per certi versi, supera anche quella della componente romantica: sono momenti in cui la scrittura riesce davvero a brillare, mostrando quanto possano essere forti e significativi i legami umani genuini.
Alla prossima e buona lettura!





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