Kyle James mi ha preso la verginità e poi è svanito, come
l'ultimo atto di uno spettacolo di magia.
Ho giurato di odiare il mio migliore amico, di trasformare il
desiderio nascosto e la cotta segreta per lui in un odio velenoso… e magari in
un tatuaggio da rimpiangere.
Ma gli anni sono passati, e l'idea di rivederlo è svanita
fino a quando non è tornato nel mio campus, al mio ultimo anno, come nuovo
studente.
L'intera Rake Forge lo guarda con ammirazione, incantati
dalla sua pelle tatuata e dall'ombra che sembra avvolgerlo a ogni passo.
Io no. Io conosco l'uomo dietro quella maschera e, sebbene
sia consumata dalla curiosità su dove sia stato, non ho il coraggio di
chiedere.
Fino a quando mio padre non ha bisogno di un favore. Il suo
team cerca un modo per entrare in contatto con Kyle, per sfruttare la sua rete
di contatti.
Il mio mondo, fatto di linee nette di bianco e nero,
comincia a sfumare in colori — e lui, al centro di tutto, mi sfida a fidarmi.
Il mio cuore, cieco e ingenuo, non solo ha scelto di
fidarsi, ma di amarlo.
Avrei dovuto saperlo.
Per mio padre sono solo uno strumento; per l'uomo che amo…
solo una via d'uscita.
Bentornati amici
lettori!
Oggi voglio parlarvi di un'uscita che attendevo con una certa curiosità e che mi ha confermato quanto il genere dark university sappia ancora regalarmi forti emozioni. Mi sono tuffata tra le pagine di “The Joker”, il terzo volume della serie Rake Forge University scritto da Ashley Munoz e portato in Italia dalla Royal Books, una casa editrice che sta dimostrando di saper scegliere voci internazionali molto interessanti.
Non so voi, ma io ho un debole per quelle storie dove il confine tra "eroe" e "villain" è così sottile da diventare invisibile, eppure, nonostante l'atmosfera carica di suspense e un magnetismo innegabile, devo ammettere che l’esperienza di lettura è stata un po' un’altalena: se da un lato la Munoz ha una capacità straordinaria di costruire mondi oscuri, dall'altro ho trovato il testo a tratti eccessivamente prolisso, con alcuni passaggi e riflessioni che tendevano a ripetersi rallentando un ritmo che, invece, avrebbe beneficiato di una maggiore asciuttezza.
A risollevare le sorti
del libro e a mantenere alta la mia attenzione sono state però le scene hot e l'intensa chimica
tra i protagonisti che hanno dato quel pepe necessario a rendere la narrazione
vibrante e carnale, trasformando i momenti di tensione erotica in veri e propri
punti di forza. La dinamica tra i personaggi è un gioco di potere dove nessuno
è del tutto vittima o carnefice ed è proprio questa complessità, unita a una
passione che scotta, ad avermi spinto a proseguire con piacere
nonostante la lunghezza di alcuni capitoli, confermando l'autrice
come una voce solida per chi ama i romance in cui il pericolo e il desiderio
camminano di pari passo.
«Avrebbe potuto prenderla come voleva, ma nel
profondo significava che lui era casa per me. Lo era sempre stato e lo sarebbe
stato sempre e comunque.»
In definitiva, è un libro che mi è piaciuto e che consiglio, pur con la consapevolezza che un editing più serrato avrebbe potuto far fare il salto di qualità definitivo verso la perfezione.
Buona lettura!





Nessun commento