Data di uscita: 14 febbraio 2026
Pensavo di avere tutto, invece quattro parole hanno distrutto ogni cosa.
Un anno dopo le Olimpiadi, Lucio Santi, capitano della squadra di scherma della nazionale italiana, ha solo due cose nella testa: vincere gli Europei e l’ultima frase che ha sentito pronunciare da Andrea.
Io non sono pronto.
È strano come una frase all’apparenza così semplice, possa spezzare un cuore, eppure è quello che è successo a Lucio.
Andrea Londella è un uomo vuoto. Ha dovuto lasciare l’amore della sua vita, perché il loro rapporto li avrebbe distrutti entrambi. E lui non avrebbe sopportato di vederlo cadere in rovina per colpa della loro storia, come per giunta gli aveva fatto intendere qualcuno purtroppo presente alla sfuriata di Matilde.
Due vite. Due uomini le cui esistenze si erano trovate e che
ora viaggiano su due binari diversi. Lucio e Andrea avranno un Campionato
Europeo per scoprirlo.
Perciò, En Garde!
E che l’Europeo di scherma abbia inizio!
Ciao a tutti, amanti dei romance!
Oggi voglio parlarvi di un libro che mi ha fatto letteralmente mancare il respiro: "EN GARDE! Assalto al tuo cuore" di Gioia De Bonis. Se avete amato “La mia Olimpiade sei tu”, preparatevi, perché qui si torna in pedana e la sfida non è per una medaglia d’oro: è per la sopravvivenza del cuore.
I
protagonisti sono Lucio Santi, il capitano della Nazionale di scherma, e
Andrea Londella. Leggere la loro storia è stato come assistere a un duello dove
ogni stoccata arrivava dritta allo stomaco perché il loro amore non è solo
un semplice ritorno di fiamma, ma un percorso tortuoso e doloroso
verso la redenzione.
«“Si, perché non tutti gli errori
fanno male, Andrea. Alcuni ti riportano chi ami, e io ti amo, sai? Con tutto il
cuore, con tutto le lacrime e tutti i sorrisi.”»
Mi sono ritrovata immersa in un’atmosfera carica di tensione agonistica e sentimentale dove il trope della seconda occasione viene gestito con una maturità rara poiché l'autrice costringe i protagonisti a fare i conti con il vuoto lasciato da un anno di silenzio. Ho amato profondamente il contrasto tra la forza fisica richiesta sulla pedana e la delicatezza quasi terapeutica dell'uncinetto che diventa un simbolo potente di come si possano ricostruire i legami spezzati, un punto alla volta, con pazienza e dedizione.
La narrazione in prima persona mi ha permesso di percepire sulla pelle l'insicurezza di Andrea che dopo le Olimpiadi si era sentito svuotato e incapace di reggere il peso di un amore così grande. Allo stesso tempo ho catturato tutto il risentimento e la passione mai spenta di Lucio, il capitano che non ha mai smesso di aspettare.
A rendere il
quadro ancora più completo e vivido ci sono i personaggi secondari: Matilde, Alberto
e il resto della squadra che con la loro presenza rumorosa e il sostegno
incondizionato trasformano lo spogliatoio in una vera famiglia capace di
smorzare i momenti di sofferenza con ironia e cameratismo.
Buona
lettura!





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