Stranger Things 5: L’Ultimo Atto (1987-1989)
Sotto occupazione militare, il gruppo organizza una
resistenza radiofonica mentre Vecna rapisce Holly Wheeler per attuare il suo
piano: fondere la Terra con "L'Abisso", la vera dimensione oscura
oltre il Sottosopra.
Mentre Will manifesta poteri psichici per proteggere gli
amici, Undici si ricongiunge con Hopper e la sorella Kali, scoprendo la verità
sugli esperimenti passati. Nella battaglia finale, Vecna viene sconfitto, ma
per impedire ai militari di sfruttare i loro poteri e per sigillare i portali,
Undici segue il piano di Kali e si sacrifica in un'esplosione dimensionale.
Diciotto mesi dopo la vita scorre serena: Hopper e Joyce si sposano, i ragazzi si diplomano e Mike mantiene viva la speranza che Undici sia ancora in vita.
Bentrovati amici
cinefili e buon anno a tutti!
Apriamo questo 2026 con un vero e proprio miracolo televisivo: “Stranger Things”, perché dopo aver finito l'ultima stagione sento il bisogno fisico di urlare ai quattro venti quanto amo questa serie. Quello che i Duffer Brothers hanno fatto con l'ultimo capitolo va oltre ogni aspettativa.
Facciamo un piccolo
passo indietro a quella scritta al neon rossa del 1983, un amore a prima vista
nato nel 2016. La prima stagione ci ha stregati con quel mix perfetto di
mistero e amicizia pura. La seconda e la terza hanno saputo far crescere i
protagonisti sotto i nostri occhi, trasformando Hawkins da una tranquilla
cittadina dell'Indiana nel centro dell'universo (e dei nostri cuori). Ho amato
ogni singolo momento, dalle battaglie nel centro commerciale alle prime
cotte, perché la serie non ha mai perso di vista la cosa più importante: i
legami tra le persone. La quarta stagione, un’esperienza cinematografica totale
che ha alzato l'asticella a un livello che non credevo possibile per una serie
TV.
E la quinta stagione? Un finale che non mi ha solo tenuto incollata alla poltrona, mi ha letteralmente rapita.
L'atmosfera del 1987 è resa divinamente: Hawkins sotto quarantena militare crea una tensione vibrante, quasi elettrica, che ti fa sentire costantemente in pericolo insieme ai protagonisti. Ma ciò che mi ha fatto letteralmente impazzire è stata l'evoluzione della scrittura: il riscatto di Will. È lui il vero cuore pulsante. Vederlo finalmente centrale, vederlo crescere e trovare la forza per proteggere la sua "famiglia" è stato il momento più alto e commovente di tutta la serie. Un cerchio che si chiude in modo perfetto, proprio lì dove tutto era iniziato.
Il genio della resistenza: ho adorato l'idea della radio locale WSQK. Vedere il gruppo dei "più grandi" (Steve, Nancy, Robin e Jonathan) organizzare una sorta di guerriglia comunicativa tra le dimensioni ha dato un tocco da "spy-movie anni '80" assolutamente geniale e stiloso.
Una mitologia che si espande: quando pensi di sapere tutto sul Sottosopra, i Duffer Brothers rimescolano le carte. La scoperta di nuovi strati di realtà — quell'oscuro e affascinante "Abisso" — e il ritorno di volti dal passato che non vedevamo l'ora di rivedere, hanno dato una profondità incredibile. Tutto trova finalmente il suo posto, dando un senso definitivo a ogni mistero seminato negli anni.
Produzione da Oscar: dalle scenografie del Sottosopra alla colonna sonora che ha riportato Kate Bush in cima alle classifiche mondiali... Ogni dettaglio è curato in modo maniacale. Molto più di una serie TV.
La cosa che preferisco di “Stranger Things” è che, nonostante i mostri e i poteri psichici, parla di noi. Parla del coraggio di essere "strani", dell'importanza di non sentirsi soli e di come un gruppo di amici possa affrontare letteralmente l'inferno se resta unito.
Questa stagione mi ha lasciato con il fiato sospeso, gli occhi lucidi e una voglia matta di ricominciare tutto da capo. È rara una serie che riesce a migliorare stagione dopo stagione, ma questa ci è riuscita senza ombra di dubbio.
Hawkins, mi mancherai da morire…
Voto: 11/10 (sì,
proprio come Undici!)
Buona Visione!




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