Data di uscita: 15 dicembre 2025 - Acquista su Amazon
La ragazza del tempo ci introduce in un contesto narrativo intimo e quotidiano, filtrato attraverso la voce di Valentina, adolescente lucida, riflessiva e appassionata di storia, e quella di Sophie, la sua amica esuberante, vanitosa e contraddittoria. Una terza donna è una mamma che ormai vive una vita senza stimoli perché appiattita dalla solitudine di casalinga; con una figlia che le sfugge e che la evita, e con un marito con il quale non ha più nulla da condividere tranne, appunto, la loro figlia.
La storia cambia radicalmente quando in un normale sabato sera di paese, le due ragazze dopo una passeggiata raggiungono il limite del paese. Valentina vede una luce bianca nel cielo oscuro e viene investita da una sensazione “trascendentale”. Un’emozione mai provata prima. Il giorno seguente le due ragazze raggiungono una chiesa situata a ben 1444 metri d’altezza, in cui saranno testimoni di qualcosa che supera ogni immaginazione e scopriranno ciò che sconvolgerà dalle fondamenta le convinzioni del mondo umano.
Prefazione di Davide Rondoni.
Alberto Fellone ambienta la narrazione in Basilicata, nel paese di Briola. È l'aspetto più riuscito del romanzo: le descrizioni dei luoghi e dei paesaggi risultano vivide e riconoscibili, capaci di restituire un forte senso di identità territoriale. L’uso misurato di termini dialettali contribuisce a rendere il contesto autentico e credibile, soprattutto per chi conosce già quella realtà.L’opera può risultare particolarmente adatta a lettori interessati a una narrazione introspettiva e molto riflessiva, più che a una trama dinamica e immediata.
La storia ruota attorno a due adolescenti e alla madre di una di loro, mettendo al centro percorsi di crescita personale, scelte difficili e conflitti interiori legati all’età, alla famiglia e alle aspettative individuali. Il romanzo si configura come un romanzo di formazione, in cui i personaggi sono chiamati ad affrontare momenti di cambiamento e di consapevolezza. Tuttavia, affinché questo percorso risulti pienamente efficace, la narrazione ne avrebbe beneficiato con una struttura più chiara e lineare, capace di rendere il testo più comprensibile, scorrevole e coinvolgente, e quindi maggiormente accessibile a un pubblico ampio.
Dal punto di vista strutturale, non sempre si segue un filo logico definito e l’alternanza dei punti di vista tra le due protagoniste e la figura materna avviene senza indicazioni esplicite. In diversi passaggi il lettore è costretto a intuire chi sta parlando e, talvolta, il cambio di voce avviene all’interno dello stesso paragrafo, senza distacchi grafici o segnalazioni. Questo aspetto incide in modo significativo sulla fluidità della lettura.
Non è possibile stabilire se tali scelte derivino da una precisa intenzione autoriale o da carenze in fase di editing; tuttavia, il risultato complessivo risulta penalizzante.
Anche la caratterizzazione dei personaggi presenta alcune criticità. I tre protagonisti non risultano sempre ben collegati tra loro all’interno della narrazione.
Valentina, la voce più presente, rappresenta in modo efficace alcune dinamiche tipiche dell’adolescenza; tuttavia, in diversi passaggi il suo atteggiamento appare eccessivamente accentuato, con tratti di arroganza e maleducazione che rischiano di allontanare il lettore.
Sophie, al contrario, emerge come un personaggio più equilibrato e coerente, spesso più apprezzabile rispetto all’amica e, in alcuni momenti, sembra farsi portavoce implicita delle reazioni del lettore stesso.
La figura della madre, invece, risulta più marginale: il suo ruolo e il suo collegamento con l’intera narrazione non appaiono sempre sufficientemente chiari o sviluppati. E purtroppo è un vero peccato perché sembrava la figura più interessante.
Il ritmo risente delle scelte strutturali adottate. La parte iniziale appare piuttosto lenta, con passaggi che tendono ad appesantire la lettura, mentre i capitoli finali — in particolare quelli legati alla “caccia al tesoro” — risultano eccessivamente carichi.
L’intento di rendere esaustivi i collegamenti e i ragionamenti narrativi finisce col tradursi in una sovrabbondanza di spiegazioni che interrompe il naturale fluire della storia. I continui rimandi logici, filosofici e biblici che, seppur potenzialmente interessanti, assumono un tono quasi didascalico, simile a quello di un manuale esplicativo, riducendo il coinvolgimento del lettore.
A primo impatto "La ragazza del tempo" lascia emergere una qualità tematica significativa, in particolare nella valorizzazione del territorio, con l’intento di raccontare un percorso di crescita e ricerca di sè. Alcune scelte stilistiche ne hanno limitato l’efficacia complessiva, rendendo la lettura più impegnativa di quanto probabilmente desiderato e avvertito. Con una più dettagliata attenzione, il romanzo avrebbe potuto esprimere con maggiore forza il proprio potenziale, perché il finale ha dato prova che il potenziale di creare qualcosa d'interessante esisteva.
È pur vero che non abbiamo ancora delle basi solide sulla trama per poterla comprendere tutto, quindi non ci resta che attendere il seguito.





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