Data di uscita: 9 ottobre 2025
Cosa accadrebbe se le mozzarelle andassero in sciopero?
Potremmo mai privarci della pizza margherita, della caprese, della mozzarella
in carrozza o col prosciutto crudo? O persino della parmigiana e degli gnocchi
alla sorrentina? Per quanto strano possa sembrare, è esattamente quello che
accade ai giovani protagonisti di questo libro. Ma questo non è l’unico
problema che devono affrontare: Ludovica soffre per la separazione dei
genitori, Costanzo deve fare i conti con una verità di cui tutti gli altri sembrano
già a conoscenza, Gennarino contempla a un matrimonio la sedia vuota del nonno,
le due gemelle Giorgia e Camilla devono scegliere da che parte stare,
dividendosi per la prima volta, Melania ha problemi con la squadra di
pallavolo, Marco si separerà presto dal suo migliore amico. Mentre le loro vite
scorrono e li travolgono, sullo sfondo il pianeta fatica. E così, preoccupate
dall’andamento delle cose (ma approfittando dell’occasione anche per togliersi
qualche sassolino dalle scarpe), le mozzarelle decidono di scioperare, privando
tutti della loro bontà e sperando che con ciò la gente capisca l’importanza
incombente di un cambiamento.
Bentrovati cari lettori!
Cosa succederebbe se i simboli della nostra tradizione culinaria decidessero, improvvisamente, di incrociare le braccia? È questa la premessa surreale e brillantissima di "Lo sciopero delle mozzarelle", un libro che mi ha sorpreso per la sua capacità di unire ironia partenopea e temi di profonda attualità.
Scritto da Salvatore Bonavita e arricchito dalle illustrazioni di Marco Capuozzo, il volume è una delle novità più interessanti pubblicate dall'Agenzia Pensiero Creativo (nella Narrativa per ragazzi).
La trama parte da un’idea che strappa subito un sorriso: stanche di essere date per scontate e preoccupate per il futuro del pianeta, le mozzarelle decidono di scioperare. Niente più pizza margherita, niente caprese, niente gnocchi alla sorrentina. Il mondo gastronomico entra in crisi, ma è proprio attraverso questa "assenza" che i giovani protagonisti iniziano a riflettere.
La penna di Salvatore Bonavita è vivace e carica di quella "napoletanità" colta e sensibile, capace di parlare ai ragazzi (dai 9-10 anni in su) senza mai essere banale. Marco Capuozzo, con il suo tratto distintivo, dà corpo e volto a questa protesta "latticina", rendendo il libro un piccolo gioiello visivo.
"Lo sciopero delle mozzarelle" non è solo una storia divertente o una favola
moderna, è un'opera corale dove il cibo diventa messaggero di un futuro più
sostenibile. È un libro perfetto per le scuole, per progetti sull'ambiente rendendola comprensibile e vicina al vissuto dei più giovani. O semplicemente per una lettura sotto l'ombrellone (o a tavola, sperando che la
mozzarella nel vostro piatto non decida di scioperare proprio oggi!).
Buona Lettura!





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