Parole nel salottino: Sex on the Christmas di Francesca Palamara




Amy
Non avevo più desideri da realizzare, perché avevo perso la speranza nel prossimo. 
E soprattutto non credevo di potermi innamorare nuovamente, non dopo aver vissuto per strada mendicando le poche briciole che la società mi dava. 
Questo fino a quando non ho incontrato lui: occhi verdi, capelli scuri e un disperato bisogno di tornare a vivere, molto più di quanto ne avessi io. Ethan è stato il miracolo che stavo aspettando. 
Ma i desideri si realizzano davvero?

Ethan
Pensavo che non sarei mai più tornato ad amare. Ho cambiato città per tornare a respirare dopo aver vissuto in apnea, senza sentire il mio cuore battere. Poi ho intravisto lei. 
La sua determinazione, il suo sguardo così carico di passione. Amy mi ha riportato in vita e mi ha fatto capire che non esiste antidoto più potente dell’amore per curare un cuore ammaccato, anche uno lacerato come il mio.

In una trafficata via londinese ricoperta di neve, le vite di Amy e Ethan si scontreranno. 
Da quello scontro nascerà un miracolo di Natale, perché i desideri a volte si avverano.

È un punto di vista insolito quello che l'autrice ci regala con i protagonisti di questo romanzo: una donna che ha perso tutto e aspetta un miracolo di Natale intreccia in modo prevedibile (fin dai primi capitoli) la sua strada con quella di un uomo che ha chiuso a chiave il suo cuore.
Il loro passato riemerge con calma, pezzo dopo pezzo quando ormai la storia sta già carburando, ma lo fa in modo strano, interrompendo momenti melodiosi con note stonate.

Tanto è lo spicy che non è genuino: alcuni atteggiamenti che passano per gelosia, per territorio marcato, da parte di entrambi i protagonisti, non li ho apprezzati.
La loro caratterizzazione è strana, non sempre coerente, soprattutto nelle reazioni a certi gesti dell'altro. Nemmeno i personaggi secondari hanno un vero e proprio "animo" che li contraddistingue.
E le imprecazioni, le avrei evitate o almeno sfruttate per differenziare i pov.

Avrei anche ridotto i "pensieri" che in un certo senso fanno da spoiler alla trama e al contenuto dei capitoli che si susseguono.
Da apprezzare sono indubbiamente le tematiche trattate, dall'insensibilità del genere umano nei confronti di chi è ridotto a una vita per nulla agiata, ai sentimenti puri che smuovono i cuori più gentili.


«Le persone molto spesso si dimenticano dell’umanità.»
«Non è facile essere compassionevoli con chi vive per strada e ha un aspetto e un odore orribile che si trascinano dietro» aggiungo, perché so perfettamente quanto le sue parole siano vere. «Basterebbe solo pensare che ci troviamo di fronte degli esseri umani, tutto sarebbe più semplice se non ce ne dimenticassimo.»


Che dire, forse un romanzo un po' surreale e lontano da ciò che viviamo quotidianamente, ma sognare un mondo migliore, più buono... Non è questo l'obiettivo di un libro?




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