Parole nel salottino: La guerra dei cuori di Elisa Crescenzi

 


Dylan Turner, giocatore della squadra di hockey, è pronto a godersi l'ultimo anno al Boston College, prima di intraprendere una carriera da professionista. Riservato e sensuale, le ragazze fanno la fila per avere un appuntamento con lui. Deciso a far combaciare allenamenti, studio e divertimento, è pronto a lanciarsi nella mischia, o almeno è quello che sperava. La telefonata di Jeremy Baker lo costringe a posticipare ogni suo programma: per due settimane dovrà ospitarne la sorellina, controllarla e assicurarsi che non attiri troppo l'attenzione. In fondo, un patto è un patto e quindici giorni non sono niente rispetto al debito nei confronti del suo amico d'infanzia.
Sophia Baker ama ballare, preparare pancake e leggere libri di arte fino allo sfinimento. 
Dopo aver vissuto sotto una campana di vetro a causa di un fratello iperprotettivo, decide di trasferirsi a Boston per studiare arte e riprendere in mano la sua vita. 
Dovrà solo sopravvivere a Dylan Turner per due settimane, nulla di difficile, se non fosse che lui si dimostra un despota sin dal loro primo incontro.

Ma che cosa accade quando l'odio si trasforma in attrazione?
Lei vuole fare esperienza.
Lui sembra perfetto per quel ruolo.
Tra discussioni, battute maliziose e scelte sbagliate, riusciranno Dylan e Sophia a non trasformare la loro guerra personale in amore?


La lettura di questo romanzo è scorrevole, grazie ai dialoghi taglienti a cui l’autrice ci sta abituando e alle sequenze narrative che mischiate a descrizioni minimaliste accompagnano gli occhi del lettore pagina dopo pagina.

Tante sono le scene spicy dovute al fulcro della trama, forse anche troppe visto che lasciano una strana sensazione come se la storia sia stata allungata appositamente per fare spazio a esse.

Debole è, a mio avviso, la struttura che regge il tutto: non ho riscontrato una corposità nelle decisioni prese e tante situazioni da red flag lampeggianti vengono, ahimè, giustificate. Basti guardare a questo controllo ossessivo che rende opprimente l'aria in tutto il libro.

"Ci sono partite che siamo destinati a vincere, altre che perderemo qualsiasi cosa accada. Non perché il nostro impegno sia inferiore, o l'attenzione bassa, ma perché certe cose, per quanto programmate, sfuggono al nostro controllo e non possiamo fare niente per dominarle."

Sicuramente è celebrato il valore dell’amicizia, filo che lega tutte le scene che si susseguono, ritroviamo anche l'affetto familiare e la determinazione nel raggiungimento degli obiettivi prefissati.

I pov dei protagonisti sembrano piatti, tanto che si potrebbe quasi scambiarli; una caratterizzazione più approfondita l’ho riscontrata invece nei personaggi secondari (basta guardare le amiche di lei!).
Il finale è forse un po’ frettoloso, ma con punte di tenerezza.
Mi sarei aspettata qualcosa di più, in particolare avrei voluto assaporare le passioni di entrambi i protagonisti e non solo quelle di lui.

Ho apprezzato la “continuità” con l’uscita precedente, ma qui a malincuore devo dire che non abbiamo raggiunto lo stesso livello. Ne sono dispiaciuta perché so quanto potenziale ha l’autrice: aspetto, a questo punto, il prossimo capitolo della serie.




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