Prime Video: Ragazze Elettriche (The power), la recensione

 


In seguito al manifestarsi di una strana capacità di dominare l'energia elettrica, il genere umano femminile diventa lentamente, ma esponenzialmente, il genere dominante sull'intero pianeta Terra. Attraverso le storie di quattro personaggi femminili, la serie (così come il romanzo) racconta del rovesciamento dei ruoli e di una società umana totalmente nuova, in cui sono le donne a distruggere ciò che le circonda, fino a violentare, seviziare e persino ad uccidere individui di sesso opposto, che diventano progressivamente vittime di una violenza istituzionalizzata di genere.





Salve a tutti! 
Oggi vi voglio parlare di una nuova serie Amazon tratta dall'omonimo romanzo di Naomi Alderman: Ragazze elettriche (The Power).

La serie è ambientata in un mondo distopico dove le ragazze sviluppano un potere in grado di produrre elettricità tramite il corpo. Un mondo che non sembra proprio diverso dal nostro, ma nel quale, avviene un cambiamento radicale.
Quest’ultimo porterà il ruolo della donna ad avere una posizione più centrale e forte, quasi divino, in grado di portare equilibrio o forse, far cadere l'ago della bilancia a suo favore. Si presenta come una trama che incuriosisce essendo, in un certo senso, attratti dal voler immaginare un mondo dove la donna incute timore e forza allo stesso tempo. 

Nel corso della serie seguiremo le vite di alcuni personaggi, fino a quando non incroceranno i loro cammini. Possiamo osservare: delle elezioni politiche, intrecci familiari, credenze religiose e una guerra in arrivo. Alla fine della visione, potremmo sintetizzare i temi centrali attraverso parole come: giustizia, disparità di genere, oppressione e famiglia. 

La serie riesce perfettamente a ricreare una verosimiglianza del mondo in cui ci troviamo, spiegando i temi "senza fronzoli".  Non mancano le metafore, gli accenni, i riferimenti quanto più simili a "frecciatine" rivolte a colpevolizzare il patriarcato. 

Ho trovato per lo più solide le trame di Jos e sua madre Margot (la sindaca di Seattle) e di Tunde, l'aspirante giornalista nigeriano rispetto a quelle della ribelle Roxy Monke, figlia illegittima di un boss del crimine di Londra e dell'orfana Allie/ Eva, scampata alle violenze di una famiglia affidataria. Interessante è stata anche la parte riguardante la storia di Tatiana Moskalev, moglie del Presidente della Moldovia. La differenza di tempo su ogni storia è uno dei motivi che possono compromettere il tentativo di provare empatia verso alcuni protagonisti. In questo intrigante intreccio che per voi, a prima lettura, potrebbe non avere nessun collegamento, ogni tassello s’incastra perfettamente come un puzzle del quale purtroppo, anche dopo nove episodi, abbiamo completato solo una minima parte.

Molte sono le domande, maggiormente riguardanti il ruolo di Eva/Allie che sinceramente trovo essere un personaggio fastidioso. Non riesco a comprendere quanto di lei bisogna ritenersi buono e quanto più un'ipotetica profezia del male. Con Roxy invece, voglio lasciare un punto a suo favore, che nonostante l'aria saccente, riusciamo a entrare in sintonia con la sua storia, credendo di vedere un po' di speranza ma le ultime vicende mi fanno pensare a come Roxy non sia altro che il pulsante per far scatenare Eva. 

Non so quanto sia fedele l'adattamento televisivo al libro ma una cosa è certa, spero vivamente in un continuo e al più presto, proverò a recuperare la lettura.









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