I flash di Ares : L'ombra del delitto di Edward Phillips Oppenheim

 



L’ombra del delitto, uno dei romanzi capolavoro del “Principe dei narratori” (così venne battezzato Edward Phillips Oppenheim a motivo della sua fama di scrittore) è stato pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1897.

Il signor Norman Scott è un medico giovane, laborioso e distinto, con una carriera ben avviata a Londra. Un giorno viene chiamato per visitare un paziente, il signor Humphrey Deignton, che soffre di gotta e quando questi viene assassinato, la colpa ricade sullo sventurato dottor Scott, che fortunatamente viene assolto per insufficienza di prove.

Norman Scott vorrà scoprire chi è l’assassino di lord Deignton, ma per farlo dovrà sbrogliare l’intricatissima matassa di una storia nella quale nessuno dei protagonisti sembra dire la verità.

Una straordinaria ambientazione londinese, un giallo da scervellarsi e da riscoprire assolutamente.

Un giallo d'annata, un gotico d'appendice, un mistery stile old englandè tutto ciò che si può trovare nel libro "L'ombra del delitto" di Edward Phillips Oppenheim. Ristampato dalla CE Gilgamesh dopo un periodo di oblio, ci presenta un autore troppo spesso misconosciuto a favore di altri più quotati come Conan Doyle e la Orczy, ma che ha, come un buon vino d'annata, un potenziale ancora da sfruttare.

Nella provincia inglese lontana dalla capitale, in un ufficio postale sperduto, si nasconde il giovane medico Norman Scott perseguitato ingiustamente dal sospetto di aver assassinato Lord Deignton. Intenzionato a scoprire la verità su quell'omicidio che lo ha reso non gradito alla sua famiglia e gli ha fatto perdere la clientela, conduce la sua personale indagine seguendo la bellissima vedova, principale sospettata, e sua figlia.

Nessuno sembra voler dire la verità, nessuno vuole parlare e tutto sembra congiurargli contro.

Non è un giallo deduttivo, né un thriller particolarmente pauroso, tuttavia sia la traduzione fedele a uno stile antiquato in cui i nomi di persone vengono italianizzati, unita a un vocabolario desueto oltre che forbito, lo rendono molto gradito ai vecchi professori come me che si emozionano davanti a una parola "difficile" e "fuori moda".

Mi è piaciuto molto e ho impiegato davvero poco tempo a terminarlo tanto era il climax narrativo.










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