I Flash di Ares : Formule mortali: La prima indagine dei cinque di Monteverde di Francois Morlupi

 



In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo attira la sua attenzione. Vicino a una macchia di cespugli scopre, con terrore, una mano mozzata. Poco più in là, gli arti amputati di un uomo sono disposti sul terreno a disegnare una celebre formula fisica. Il brutale omicidio turba la quiete del quartiere, ma soprattutto sconvolge l’instabile equilibrio del commissario Ansaldi, che con il trasferimento nella capitale sperava di aver trovato una tregua agli orrori cui ha assistito nella sua lunga carriera in polizia. Meticoloso e sensibile, la sua grande umanità lo porta a essere preda perfetta dell’ansia e degli attacchi di panico. Ciononostante rimane un professionista integerrimo che davanti al dovere non si tira mai indietro: costi quel che costi, troverà l’assassino. Ma prima dovrà capire come creare uno spirito comune con gli agenti della sua squadra investigativa, non meno unici e fragili di lui. Insieme, diventeranno i Cinque di Monteverde. Con il suo stile inconfondibile, che alterna il buon umore alla malinconia, Morlupi getta uno sguardo sugli abissi non solo di una mente criminale, ma della nostra intera società, che nasconde in bella vista i suoi istinti più feroci.

Abbiamo atteso, speravamo tornassero e non siamo rimasti delusi: i cinque di Monteverde sono di nuovo in libreria.

La storia è come sempre oscura e fa precipitare in un abisso di orrore, sangue e violenza che supera di netto i due volumi precedenti.

Si tratta dei poliziotti più scompagnati che esistano, pieni di manie, fissazioni e abitudini che per alcuni di loro possono rasentare la paranoia. Il maestro in tutto questo è al capo del gruppo, il commissario Ansaldi, quello venuto dal nord con le scarpe gialle e l'ansia patologica come compagna di viaggio. 

Improbabili, ma motivati a fare il proprio lavoro e bene, formano il più bell'insieme di antieroi che abbia sin ora incontrato in un giallo. 

Alle prese con assassini violenti ed efferati compiuti da un gruppo di killer animati da furia disumana e senza un apparente movente, in queste 390 pagine raccontano con un po' di humour e tetra ironia la loro indagine e il loro vissuto.

Non manca la malinconia e la tristezza per la morte di un amico, di un collega appassionato che quasi ci fa dimenticare i due morti innocenti sulle cui vite si indaga. 

E poi Roma, con i suoi vizi, le sue strade e i suoi quartieri, descritta da qualcuno che la conosce bene, fa da sfondo all'azione che scorre come le acque del Tevere.

Non posso che consigliarvelo, non potete perdere questo thriller rappresentante l'esordio di cinque personaggi umanamente veri e affascinanti. 













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