I Flash di Ares: La voce del crepaccio di Matthias Graziani

 


Confesso che i prossimi sguardi che lancerò alle dolomiti saranno di una certa inquietudine dopo aver terminato la lettura di questo thriller al vetriolo.

In un paesino altoatesino, un mostro partorito dalle profondità della montagna uccide un ragazzo e ne rapisce la fidanzata mentre stanno facendo sesso in un parcheggio. 

Intanto scompaiono dei bambini e tra i segreti ben tenuti della piccola comunità va a rovistare la poliziotta Lara Boschi, una donna rigida, asettica e poco incline alle fantasie.

È un essere soprannaturale o un serial killer a mascherarsi dietro quei crimini?

Quello che scoprirà la getterà nell'abiezione peggiore che l'uomo possa creare.

Nelle sue indagini, la commissaria è affiancata da alcune figure particolari: una guardia forestale rude e tutta d'un pezzo che conosce la montagna come se stesso e Julian, un ragazzino difficile con una madre distrutta dall'alcol, una psiche annientata da una vita di eccessi e alienazioni, ma che possiede un dono singolare e terrificante e sembra avere una qualche connessione con il killer. 

L'autore racconta la vicenda con un ritmo molto serrato, un linguaggio violento e volgare che serve a rendere l'idea della mostruosità e dell'essenza della storia: ci descrive un essere che è a sua volta una vittima di una società turpe e sporca.

Non mancano le note sociologiche e politiche che emergono durante gli interrogatori dalle voci degli abitanti: separazione e isolamento impediscono di sentirsi completamente italiani o tedeschi e affondano le radici nella storia tormentata dell'Alto Adige.

L'oscurità e la solitudine di un bosco di montagna che evoca mostri interiori e i sentimenti più oscuri uniti alle millenarie rocce dolomitiche completano il quadro di questo thriller…non per stomaci delicati.







 





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