Il filo di Nortia: L'Equilibrio del Tutto di Phedre Banshee (Serie Le Cronache della Lunga Strada #1)

 


Buongiorno lettori!

In questi giorni ho avuto modo di leggere un fantasy davvero particolare che mi ha sorpresa e fatta pensare ai miei inizi, stiamo parlando di L'Equilibrio del Tutto di Phedre Banshee.

Per me tutto è cominciato, circa vent'anni fa, con la lettura del “Ciclo dell'eredità”, di Christopher Paolini, all'epoca ancora non terminata. In questi anni ho provato a farmi coinvolgere in storie simili, ma nessuno aveva raggiunto una complessità tale da interessarmi. Ancora oggi quell'autore fantastico mi tiene legata a sé con domande irrisolte che spero davvero di non portarmi nella tomba senza prima avere delle risposte. Un’abilità del genere è sensazionale e per quanto potrete darmi nomi, altrettanto importanti, con lui non ci sarà mai paragone. Quindi già l'idea di citarlo per me è qualcosa di molto sacro.

Perché vi dico questo?  

Di fantasy ne esistono tanti, in cui elfi, nani e razze particolari se ne inventano di tutti i colori, ma nonostante tutto talvolta in quelle storie sentiamo la mancanza della perfezione. Ognuna di esse è diversa, ma non significa che questo sia un male, può solo essere marchiato come "qualcosa di già sentito", di non elettrizzante o di poteva fare di più. 
Quindi rispondere alla domanda: "come creare un fantasy particolare? Come possiamo rendere quel fantasy davvero unico?" può essere difficile perché, per ognuno di noi, i criteri cambiano. 
E man mano che andiamo avanti, creare qualcosa di originale non è facile, proprio perché si hanno troppi modelli di paragone.

Non so dirvi se questo primo volume di Phèdre Banshee può essere definito particolare o unico nel suo genere, ma devo confessare che la mia prima impressione è stata la stessa avuta con Paolini.
Non parlo solo di pelle d'oca, è stata una reazione complessiva che davvero non sentivo da tanto tempo.

L'autrice è riuscita a realizzare una simbiosi tra mondo antico e moderno, da sembrare dannatamente reale. 
Una storia originale, ma elaborata magnificamente. Ho adorato vivere nella testa di Nìgariel Gardell, scoprendo con lui e muovendo i primi passi. 

Come del resto io sia convinta che nelle righe iniziali del libro sia nascosta una verità più che evidente, quasi "una chiave" lasciata lì in bella vista ma che solo un occhio, particolarmente istruito, può riconoscere. 

Cosa succede esattamente?

Dopo un’ibernazione di quasi cento anni, Nìgariel si risveglia in un mondo profondamente cambiato, dove gli Umani hanno perso il predominio e i Maghi, gli Elfi e i Nani possono finalmente vivere 
alla luce del sole. La Guerra dell’Ombra contro gli alieni Korg è alle porte e Nìgariel per 
sopravvivere dovrà trovare il suo posto e scendere a compromessi con i suoi lati più oscuri, 
che prenderanno sempre più di spazio.

Ebbene sì, può sembrare molto distopico e futuristico, ma il bello è proprio questo. 
Nello svegliarsi quasi un secolo più tardi, Nìgariel scopre un mondo diverso, dove scienza e fantasia sono collegate fra loro. Eppure, vi sembrerà di essere tornati indietro nel tempo. 

Come si dice: I sessant'anni anni sono i nuovi quaranta? 
Beh, l'idea sembra proprio questa!

Una storia dal ritmo incalzante, che scorre fluidamente senza pause per tenere legato a sé il lettore, seppur le informazioni da digerire sono tante. Ovviamente nasconde più di quanto racconta perché, cari lettori miei, siamo solo al primo volume!

Si comprende a pieno il lavoro dietro a questa esposizione che non presenta dei vuoti, di come ogni tassello sia stato perfettamente pensato ed elaborato. Per non parlare di quelle informazioni trasformate in lettere / pagina di giornale messe all'inizio di ogni capitolo. Può sembrare che blocchino la narrazione, invece quella posizione è studiata e con uno scopo ben preciso. 

Ci sono personaggi che inizialmente non verranno graditi le cui scelte, tuttavia, verranno comprese e amate solo dopo un'attenta analisi. Un'altra nota a favore è lo spazio donato ad ogni personaggio seppur attraverso gli occhi del protagonista (che in questo caso funge anche da narratore principale)

Più volte le stesse personalità ci hanno lasciato sentimenti contrastanti, ma mai questi sono stati poco degni di nota.Nel complesso un primo volume che mi ha davvero coinvolta e lasciata senza parole a partire dalle mappe, dalla stessa creazione dei nomi, degli eventi, "dall'equilibrio del tutto" (titolo azzeccato) e da quel bellissimo cliffhanger finale.

Non vedo l'ora di avere tra le mani il cartaceo, assolutamente da comprare e da aggiungere alla mia collezione. E poi diciamolo... che copertina fantastica! 
In attesa del secondo volume, grazie all'autrice per avermi invitata alla lettura e alla prossima! 


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