Parole nel salottino: Detriti di Giuliana Leone

 


“Il controllo di noi stessi è ciò che ci rende dei bravi cittadini ed essere una brava cittadina è ciò che desidero di più.”
I Regolatori inibiscono le pulsioni e questo garantisce l’Ordine. Non assumerli è un reato. A Opima, molte cose lo sono. Anche guardarsi negli occhi. Ogni tanto, però, Evie si è concessa di trasgredire la regola. È per questo che si sente sbagliata, per tutte le volte in cui si è trovata costretta a farsi del male pur di nascondere la parte peggiore di sé.
Respira lenta, cammina piano, non oltrepassare la linea del collo con lo sguardo, cambia strada se si avvicina un uomo, notifica ogni spostamento. L’Ordine esige il controllo; eppure, un messaggio non autorizzato riesce a introdursi nelle case dei cittadini: c’è qualcosa oltre Opima, un luogo in cui le persone sono libere di scegliere, un luogo adesso in pericolo. Evie deve controllare le sue emozioni; a breve le verrà comunicato il suo punteggio e poi sarà assegnata alla sua Compagna, per formare un nuovo Nucleo. Ma il tarlo della curiosità è troppo insistente: cosa c’è lì fuori? Da dove arriva quel messaggio? Per quanto ci provi, non riesce a non notare alcuni comportamenti anomali dei cittadini: simboli, segnali, sguardi.
La guerra per la libertà non tollera l’indecisione, ma Evie è costretta a domandarsi se tutto ciò che ha conosciuto fino a quel giorno sia l’unica strada percorribile. Essere una brava cittadina può valere l’annientamento della propria umanità? O c’è qualcosa di più importante?

 
Il romanzo distopico italiano che non ti lascerà incolume


Giuliana Leone, editor e scrittrice di talento, tratteggia con una penna precisa, intelligente ed emozionante un romanzo distopico avente come protagonista Evie, una giovane abitante di Opima completamente soggiogata all'ordine. Tutto ciò che le interessa è essere una brava cittadina, guadagnare punti a sufficienza per essere assegnata ad una zona alta e costruire il proprio Nucleo con la compagna che le assegneranno.
Ma rispettare l'Ordine, le regole, la rigidità emotiva, non è sempre semplice. I regolatori che assume spesso non bastano: qualcosa passa sempre. Quando l'ansia supera i livelli accettabili, le sue unghie corrono a cercare la pelle. Si sente sbagliata per questo, ma è disposta a tutto pur di essere una brava cittadina.
Eppure, le basterà rompere una semplice regola per trovarsi a confrontare un dilemma morale che non potrà non mettere in dubbio tutta la sua vita e le sue convinzioni.
Detriti è un viaggio emozionante in cui il lettore si trova a vivere sulla propria pelle tutte le paure, insicurezze e debolezze di Evie e ad affrontare con lei i numerosi ostacoli che incontrerà quando verrà a conoscenza del Ghetto, un luogo dove la Libertà ha preso il posto dell'ordine.



Questa non era la storia che mi aspettavo di leggere dai vari contenuti che ho visto in giro.
Non mi aspettavo di essere coinvolta così tanto.
Non mi aspettavo che mi entrasse così dentro.

Il mio secondo distopico, totalmente fuori dalla mia comfort zone, letto con la curiosità di scoprire la scrittura di questa giovane autrice.
È proprio la curiosità la parola chiave di questo romanzo, ciò che anima l’intera trama.

"Non permettere mai a nessuno di decidere dove tu debba guardare."

Ho amato tutto.
Dallo studio dei dettagli fatto per rendere ogni minima cosa coerente, alla scelta della struttura che regge tutta la storia.

Giuliana ha creato qualcosa di pazzesco: in un mondo dove tutto è sempre sotto controllo, non succede mai quello che ti aspetti; le descrizioni minuziose che coinvolgono ciascuno dei cinque sensi sono così realistiche da catapultarti lì in mezzo; i muri narrativi non annoiano mai anche quando si dilungano un po’ di più.

I personaggi sono così credibili da vederli muovere davanti agli occhi, le sensazioni tridimensionali, la coerenza ponderata delle azioni e dei passaggi da una scena all’altra.
L'autrice ha soppesato i termini usati a uno a uno, il ritmo delle frasi rispecchia lo stato d’animo che deve passare, le storie di ogni personaggio si intrecciano lasciando scoprire abbastanza a riguardo sempre al momento giusto. La crescita di ciascuno anima il lettore in una sorta di introspezione: riusciamo a conoscere ciò che abbiamo dentro grazie alle riflessioni della protagonista, impariamo a “guardare” insieme a lei.
Si percepisce anche una sottile critica alla società e a quante volte diamo per scontato ciò che abbiamo in un paradosso tra ciò che è giusto e ciò che ci rende liberi.

Sul finale ho realizzato cosa significhi leggere un libro “scritto bene” e quanta strada si debba fare per diventare dei bravi “scrittori”.
Non bastano trame belle, non bastano dialoghi ben scritti, è tutto il resto ciò che fa la differenza.

Dopo “Detriti” ho capito che possono esistere libri “per tutti”, fidatevi di me e date una possibilità alla storia di Evie e alla penna di Giuliana.



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