Parole nel salottino: Black Sakura - a Yakuza story di Maria Antonietta Capasso



Black Sakura: a Yakuza story è il primo volume della Serie "American Yakuza Stories", ed è autoconclusivo. I volumi della serie sono collegati tra loro, ma la lettura degli stessi è indipendente.

“Il sakura è un fiore bellissimo, Haru. Però non dura che pochissimi giorni... la bellezza è fugace ed effimera, così come la vita.” 

Questo è il mantra che accompagna la vita di Aaron, giovane membro del Kabuto-kai, il più importante e pericoloso sindacato Yakuza a Los Angeles. Un clan mafioso che vuole scalare a ogni costo. Aaron però è un hafu con sangue nipponico e americano nelle vene, e il suo essere "impuro" non è visto di buon occhio nel sindacato. Ma a lui non interessa. Tutto ciò che desidera è distruggere dalle fondamenta proprio quel clan che è stato una famiglia per lui, ma anche ciò che lo ha privato della sua infanzia in una notte di tanti anni fa sotto i rami dei ciliegi in fiore. Petali che si sono tinti di sangue per tutta la sua vita, ma che ritrovano il loro profumo solo grazie alla ventiquattrenne Eva, avvocato probono dagli occhi azzurri, che si insinua nelle crepe del suo cuore. Come nella tecnica del kintsugi, entrambi si troveranno a dover riparare le rispettive cicatrici, ma in un mondo dominato dalla Yakuza non esiste oro che non si colori di rosso.

CONTENT WARNING

Questo libro contiene rappresentazioni realistiche di violenza, abusi, sesso e uso di droghe. Tali contenuti sono da intendersi rivolti a un pubblico adulto e consapevole.

Credo si tratti di una di quelle storie che ti entrano sottopelle e in un modo o nell’altro ti segnano.

Impari a vedere le cose sotto prospettive diverse e più le pagine scorrono, più senti la necessità di dover andare avanti, perché ciò che stai scoprendo non è mai abbastanza e ne vuoi sempre di più.

Non ho parole migliori per descrivere la magia di questo libro: una contrapposizione assurda tra la delicatezza della fioritura dei ciliegi e la sete di vendetta di un ragazzo strappato alla normalità per una violenta condanna dovuta a una mentalità che forse non gli spettava di diritto.

Mi ha trasmesso coraggio e forza, anche quando ho creduto che tutto fosse perduto.


“I tuoi occhi vedranno sempre ciliegi in fiore. Ovunque sarai. Ovunque sarò.”


Ho percepito forti strette allo stomaco dopo ogni capitolo causate da emozioni contrastanti e inspiegabili.

Inutile dire che la trama è geniale, nonché valorizzata alla perfezione dalla scelta fatta sul POV. Ogni cosa è ponderata, inserita al posto giusto nel momento giusto. La cosa più bella è che, anche questa volta, leggendo un libro, ho arricchito il mio bagaglio culturale di nozioni che (purtroppo o per fortuna) non si trovano tra i banchi di scuola.

Cosa si potrebbe volere di più?







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