Rai Cinema: Per Elisa. Il Caso Claps

 


Oggi vogliamo parlarvi di un caso particolare che per chi è di Potenza e provincia come noi l’ha sempre avvertita come una storia toccante e sconvolgente allo stesso tempo.  Il caso di Elisa Claps è una di quelle vicende di cronaca nera che desideravamo veder raccontate da tanto tempo.  

La miniserie, tratto dal libro Sangue sull’altare di Tobias Jones, arriva sul piccolo schermo RAI, in sei episodi da circa cinquanta minuti l’uno, grazie alla regia di Marco Pontecorvo e alla sceneggiatura scritta da Terry Cafolla, Valerio D’Annunzio e Andrea Valagussa. Di grande aiuto è stata la stessa famiglia Claps durante le riprese.

 

“Potenza, 12 settembre 1993, domenica mattina. Elisa Claps (Ludovica Ciaschetti) esce di casa per andare a messa alla chiesa della Santissima Trinità, dove ha appuntamento con Danilo Restivo (Giulio Della Monica). Da quel momento nessuno avrà più sue notizie. Danilo Restivo torna a casa in ritardo, stravolto, con una ferita sulla mano. I fratelli di Elisa, Gildo (Gianmarco Saurino) e Luciano (Giacomo Giorgio), con la madre Filomena (Anna Ferruzzo) e il padre Antonio (Vincenzo Ferrera), insieme agli amici e alla fidanzata di Gildo, Irene (Rosa Diletta Rossi), la cercano ovunque invano.

Passano gli anni dalla scomparsa di Elisa e la vita sembra aver ricominciato a scorrere ma nel frattempo, in Inghilterra, a Bournemouth, il 12 novembre del 2002, Heather Barnett (Katie McGovern) viene trovata morta in casa sua dai figli, orribilmente mutilata. Il suo vicino era Danilo Restivo, sposato con Fiamma (Francesca Antonelli). La polizia inglese apre un’indagine. Gildo, appresa la notizia e scoperto che Danilo era vicino di casa della vittima, è convinto che anche questo assassinio sia opera di Danilo Restivo.

Il tempo è passato, ma a dispetto della quantità di indizi la polizia britannica non può incastrare Danilo. Il 17 marzo del 2010 il corpo di Elisa Claps viene rinvenuto nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, rimasto incredibilmente per 17 lunghi anni in quel luogo, nonostante negli anni erano stati fatti lavori e sopralluoghi. L’esame sui resti di Elisa condannano Danilo Restivo. A Potenza, finalmente in una grande piazza della città, si svolgono i funerali di Elisa.”

La morte di Elisa Claps è stato uno dei casi più tragici della storia recente avvolto in una nebbia fitta che non si è mai diradata del tutto e continua, purtroppo, a durare anche adesso. Finalmente qualcuno è stato in grado di trasformare la vicenda in una rappresentazione verosimigliante alla realtà, uscendo dall’ibrido tra documentario e finzione. Gli episodi vogliono essere una rappresentazione del riscatto per una famiglia che ha lottato, sofferto così duramente.

Pensiamo che la serie sia stata davvero esaustiva non solo nella parte investigativa, dove abbiamo visto tutte le battaglie che per anni Gildo Claps, e famiglia, ha dovuto affrontare; ma dall’altra c’è stato un omaggio alle famiglie delle persone scomparse, al loro dolore e struggimento. Ogni singolo componente del cast è riuscito a vestire i panni dei propri personaggi con dignità e rispetto, mostrando il cambiamento in una città, in relazione al tempo che passa dalla scomparsa di Elisa. Sono riusciti a rendere quell’"eco" che per anni a Potenza si è sentito, un sottofondo, una paura reale.

Lo spettatore si ritrova a vivere emozioni contrastanti tra loro: dalla gioia per la conquista della verità, alla rabbia per le tante ragazze, come Elisa, che non meritano di essere vittime; all’angoscia di dover affrontare non solo la cattiveria dell’uomo ma anche quella ingiustizia dove spesso fa comodo non ascoltare la gente comune. Tra i tanti motivi, questa serie sconvolge (e deve farlo) lo spettatore perché si fa carico di mostrare una società che spesso porta avanti valori sbagliati e delle istituzioni coinvolte nel camuffamento di informazioni, depistaggi, segreti ed errori commessi durante quelle che dovrebbero essere indagini “fondamentali” alla risoluzione del caso.

Come lo stesso Saurino è riuscito a racchiudere, “Per Elisa. Il caso Claps” è una dedica “alla gente per bene”.

Con quanto detto prima, vi consigliamo di guardarla.


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