Il filo di Nortia: Thorns of Frost di Krista Street (Serie Fae of Snow & Ice #2)

 

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DATA DI USCITA: 2 FEBBRAIO 2026


Costretta a scegliere tra schiavitù e morte, sfida la Corte dell’Inverno e il principe che potrebbe distruggerla… o salvarla.

Partecipare alla Prova della Regina Ascesa significa rinunciare alla libertà.

Se vince, sarà costretta a sposare il suo nemico.

Se perde, il re deciderà comunque il suo destino.

Determinata a non piegarsi a una vita imposta, finge di competere per il trono mentre allena in segreto i suoi poteri nascosti, pronta a fuggire prima che sia troppo tardi. Con sua sorella al fianco, sa di non essere sola… o almeno così crede.

Il problema ha un nome: Norivun, principe ereditario della Corte dell’Inverno. Freddo, spietato e irresistibile. Tra scontri, segreti e attrazione proibita, resistergli diventa sempre più difficile, soprattutto quando il nemico si rivela l’unico capace di comprendere il fuoco che arde dentro di lei.

Alla Corte dell’Inverno, amare può essere la scelta più pericolosa di tutte.

Questo secondo volume riprende esattamente le vicende da dove si erano interrotte nel primo, senza stacchi o forzature, permettendo al lettore di immergersi da subito nella storia.

Ilara, la protagonista, appare profondamente cambiata: è più forte nei suoi poteri, ma soprattutto più sicura di sé. Meno vulnerabile e più consapevole, è finalmente pronta ad accettare e scoprire ciò che si cela dentro di lei, affrontando verità che fino a poco tempo prima avrebbe temuto.

Anche il principe viene approfondito in modo significativo: si mostra più aperto e umano lasciando emergere il lato più sensibile che arricchisce il suo personaggio e getta nuova luce sulle verità che lo hanno portato a essere chiamato “il Maestro della Morte”, Proprio in questo contesto, Ilara scopre l’ultimo dei sei poteri che possiede, una scelta narrativa che non mi aspettavo e che mi ha sinceramente sorpresa.

Il rapporto tra i due protagonisti si evolve in modo naturale: dopo segreti svelati e muri abbattuti, anche l’intimità cresce senza mai cadere nel banale. I loro momenti insieme sono ben dosati, divertenti e dolci, capaci di alleggerire la tensione senza spezzarla.

La suspense continua a essere il vero carburante. Va però detto che la trama, in alcuni snodi, fa largo uso di cliché tipici del genere fantasy romance, rendendo certi sviluppi piuttosto prevedibili.  A compensare, tuttavia, c’è un’ottima caratterizzazione degli antagonisti, così ben descritti da risultare detestabili al punto giusto, e da spingere il lettore a tifare ancora di più per l’eroina.

In questo libro la posta in gioco si alza notevolmente. Le prove da affrontare sono affascinanti e i misteri legati alla Corte d’Inverno vengono finalmente esplorati più a fondo, aggiungendo spessore all’ambientazione e alla narrazione. Nella parte finale, inoltre, l’introduzione di un punto di vista del protagonista maschile rappresenta una scelta narrativa molto azzeccata: non solo approfondisce ulteriormente il suo personaggio, ma aumenta in modo significativo l’hype, rendendo impossibile non desiderare subito il volume successivo.

Ciò che mi impedisce di assegnare un voto pieno, come avevo fatto con il primo, è proprio la gestione di alcuni momenti cruciali della storia. Oltre a risultare talvolta troppo frettolosi, appaiono anche prevedibili, credo che meritavano uno sviluppo più approfondito. Questo, però, non significa che il libro non mi sia piaciuto.

  «Tutto ciò che provava e sapeva era nei suoi occhi, ma voleva che fossi io a parlare per prima. La tradizione imponeva che gli uomini aspettassero che fosse la compagna a riconoscere il legame.»  

Nel finale, una scelta in particolare — quella di fuggire (l’unico piccolo spoiler che vi concedo) e soprattutto chi decide di aiutare in questa fuga — rende tutto ancora più elettrizzante. È una svolta che accende l’attesa e alza notevolmente l’asticella per il prossimo capitolo, sul quale ripongo aspettative ancora più alte. 

Una cosa è certa: l’autrice possiede un’eleganza narrativa nel tenere il lettore incollato alle pagine. Ed è proprio questo che mi destabilizza ogni volta e mi ricorda perché faccio fatica a leggere saghe non ancora concluse. Con il fantasy, l’attesa non dovrebbe mai essere messa alla prova… e invece lo è, eccome.





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