I Flash di Ares: Le bambine non esistono di Ukmina Manoori con Stéphanie Lebrun

 



«Ho assaporato la libertà degli uomini, ho visto le ragazze della mia età scomparire dalle strade e diventare invisibili. Per me non è più possibile tornare indietro. È troppo tardi». 

Nonostante sia cresciuta sui monti afgani al confine con il Pakistan, in una zona ancora legata a tradizioni secolari, Ukmina sin da piccola va in bicicletta, gioca a pallone, si sposta da sola per le commissioni, parla da pari con gli uomini del suo villaggio. Il motivo per cui può farlo è perché Ukmina non esiste. È un fantasma. Undicesima dopo sette femmine e tre maschi morti in fasce, quando ha superato il mese di vita, suo padre ha capito che ce l’avrebbe fatta e ha sentenziato: 
«Tu sarai un maschio, figlia mia». 
È un’usanza diffusa in Afghanistan, tollerata anche dai mullah: una famiglia senza figli maschi, può crescere una bambina come fosse un bambino. Per salvare l’onore, e per scongiurare la malasorte sui figli futuri. Malasorte che consiste nell’avere figlie femmine. Vengono chiamate bacha posh, “bambine vestite da maschio”, e sono tantissime.

Da un po' sentivo il bisogno di rendere giustizia a questo saggio che racconta la vita e le azioni di Ukmina Manoori, un'eroica Afghanistana cresciuta sin da bambina come se fosse un maschio, una basha posh.

La realtà delle femmine che per decisione dei genitori si trasformano in maschi per essere utili alla propria famiglia è una tradizione millenaria dell'Afghanistan più arretrato e rurale: una tradizione governata dalla povertà e dalla religione musulmana più integralista che proibisce alle donne di mostrarsi in pubblico senza velo e senza un uomo accanto, relegandole quindi dalla pubertà al ruolo di mogli e madri sottomesse.

Ukmina (divenendo Ukomkhan, "colui che comanda") ha conquistato il diritto di mantenere la sua identità combattendo con i guerriglieri e divenendo un punto di riferimento per le tribù locali. Ancor prima di diventare adulta si è opposta ai mullah che le imponevano di abbandonare i panni maschili e divenire sposa e madre, conquistando con i denti il diritto femminile di decidere della propria vita e del proprio corpo.


Ukmina è l'emblema dell'orgoglio, del rispetto di sé stesse e della libertà di poter fare la vita che si vuole; lei stessa racconta di non aver mai desiderato dei figli e una famiglia tradizionale, ma di aver sempre lottato perché i diritti delle donne e la loro realizzazione nella società si evolvessero anche nel suo paese più selvaggiamente arretrato.

Storia entusiasmante che colpisce per le citazioni storiche e per la saggezza di una donna che, sebbene analfabeta, ha di che insegnare alle giovani generazioni.


...Nell'altro mondo chiederò ad Allah di farmi essere una vera donna o un vero uomo .

Non importa cosa ma non metà e metà...







Per chi volesse approfondire l'argomento








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